martedì 24 ottobre 2017

LEMON AND SEMOLINA SYRUP CAKE


E’ stata telepatia, forse sesto senso, oppure solo una coincidenza, non lo so, ma, appena il postino mi ha recapitato il pacco che aspettavo, le Redoners mi hanno comunicato che il libro da testare era proprio quello che avevo tra le mani: Sweet di Yotam Ottolenghi e Helen Goh. E’ l’ultima fatica di Ottoleghi, il titolo lascia poco spazio al dubbio, si tratta di ricette dolci distinte per tipologia, dai biscotti, alle tarts ai dolciumi, ma non dolci da ristorante stellato, piuttosto quelli del ricordo, semplici e carichi di storie da raccontare, come è nello stile di Ottolenghi che già abbiamo visto con Plenty e Jerusalem, il suo capolavoro, secondo me.
Uno stile tutto suo, condito di aneddoti, profumi e spezie e golosità di ogni genere. Non solo in questa avventura ma, come già successo per Jerusalem, scrive a quattro mani, aiutato da Helen Goh pasticcera malese vissuta in Australia che da tempo è sua collaboratrice.

Neanche il tempo di sfogliarlo che già avrei dovuto scegliere due dolci da fare: è un duro lavoro… Ho fatto scegliere al pargolo, con l’intenzione di farlo finalmente contento e di avere un aiuto a mangiare i dolci che, altrimenti, devo fare fuori da sola (altro duro lavoro). Ha 2/3 passioni in fatto di dolcezze, una di queste è il limone. L’ho visto farsene fuori uno intero così come gli altri mangiano un’arancia, a morsi o sbucciandolo, ne vuole perfino la spremuta, salvo poi pareggiare il conto con lo zucchero. Per un goloso di limone queste mini tortine sono ideali, fresche e umide, vanno via come ciliegie.

Lemon and Semolina Syrup Cake
Da: Y. Ottolenghi, H. Goh - Sweet - Ebury Press


  • 120 g di burro più un extra per imburrare gli stampi
  • 135 g di zucchero
  • 1 ½ limoni non trattati (un limone intero grattugiato per ottenere un cucchiaino di scorza e spremuto per avere 20 ml di succo; ½ limone tagliato in 8 fette molto sottili)
  • 100 g di mandorle macinate
  • 2 uova grandi leggermente sbattute
  • 70 g di semolino fine
  • ½ cucchiaino di lievito per dolci
  • ½ cucchiaino di sale

Per lo sciroppo

  • 60 ml di succo di limone
  • 50 g di zucchero


Preriscaldare il forno a 180°C. Imburrare 8 stampi nella teglia da muffin e rivestire ogni stampo con quadrati di carta da forno che sporgano di almeno 2 cm dal bordo.

Sistemare il burro, lo zucchero e la scorza di limone in uno sbattitore elettrico con gancio a foglia. Sbattere ad alta velocità per 3 minuti fino a che diventi leggero e soffice, poi unire le mandorle macinate. Mescolare per 1 minuto prima di aggiungere le uova sbattute in modo graduale. Abbassare la velocità e aggiungere il semolino, il lievito e il sale. Mescolare per 30 secondi fino a completo assorbimento, poi aggiungere il succo di limone. Dividere il composto negli stampi e mettere una fetta di limone sopra ciascuno di essi.

Cuocere per 25-30 minuti, fino a che le tortine diventano dorate sulla sommità, le fette di limone cominceranno a caramellarsi e lo stecchino posto al centro non uscirà pulito.

Fare lo sciroppo mentre le tortine stanno cuocendo. Mettere il succo di limone e lo zucchero in una pentola e lasciarlo arrivare al bollore a fuoco medio. Girare fino a far sciogliere lo zucchero e lasciare a fuoco basso per 2/3 minuti. Rimuovere dal fuoco e appena le tortine escono dal forno, spennellare la sommità o versare con un cucchiaio lo sciroppo a volontà. Lasciarle raffreddare lasciandole negli stampi; mantenere nella carta da forno fino al momento di servire.

NOTE:

La ricetta è semplice e ben spiegata. Tutto fila liscio dall’impasto alla cottura. Il sapore è buono, la consistenza è umida e morbida, il sentore di limone ti accompagna dal primo morso, ma non è persistente.
Lo stesso Ottolenghi le definisce they look lovely as they are, sono mini cake molto carine, lucide, perfette accompagnate da un tè.

Unico neo sono le fette di limone poste sulla sommità delle tortine: in cottura il limone tende a diventare amaro, così come la buccia. Con un po’ di zucchero sarebbero state più gradevoli, in questo modo, a mio avviso, risultano troppo forti. Nel testo Ottolenghi dice in modo esplicito di tagliare mezzo limone in otto fette molto sottili, forse le mie non erano abbastanza fini e il gusto amaro del limone cotto è diventato insistente, al limite del commestibile.

La presenza delle fette di limone è comunque necessaria perché permette alle tortine di rimanere umide, creando una sorta di tappo, nonché un sapore ricco. Ben vengano fettine sottili quindi, ma non posso fare a meno di chiedermi perché non le abbia caramellate prima o coperte di zucchero. Se avessi letto solo la ricetta sarei rimasta molto delusa, ma la risposta è nel testo introduttivo nel quale si spiega che le fette danno un’esplosione di acidità in più che qualcuno adora e altri meno, non tutti tollerano allo stesso modo gli agrumi, perciò si amano o si odiano. Ottolenghi li ama io no, ma la soluzione è facile, basta rimuovere la fetta e godersi le tortine.

Per questi motivi, la ricetta è:
PROMOSSA
Annarita Rossi - Il bosco di alici